AnimazioneProvox_Settembre2014

Cosa è Provox?

Più che un Alter-ego … uno Spirito: ecco cos’è Provox.

Gli spiriti non si vedono, eppure si sentono: se “l’essenziale è invisibile agli occhi”, non lo è invece per un orecchio attento. Gli Spiriti come Provox esistono anzitutto nella mente di chi li pensa, si manifestano online coperti dal lenzuolo del sito che li ospita, escono dallo schermo del pc, del tablet o dello smartphone per puntare dritto all’anima di chi li legge.
Questi spiriti hanno origine dal Caos ordinato di chi li genera, vagano senza lume per infestare uno spazio con l’umiltà di chi professionista non è e non vuole diventare, per restare liberi, per non essere di Nessuno, per tormentare quanta più gente possibile.
Vogliono spaventare, certo, perché chiedono di Provocare, condividere, divertire: tutte reazioni che oggi, come ieri i fantasmi, spaventano!
Agli impavidi si rivolgono con fierezza, agli scettici con convinzione, ai dispersi con gentilezza, a tutti loro e a tutti gli altri con composta, devota, onesta e grezzissima passione.

“Provox è il megafono di Marco Maggio. Fantasma carnale, dittatore di se stesso, ama infestare più spazi possibili, dai salotti alle librerie, dalle cattedre alle terrazze, purché siano fiorite e profumate. Sarcastico, ironico, comico, passa da un registro all’altro senza dimenticare di essere romantico e sognatore, parlando di tutto ciò che ci circonda, partendo da cosa sta al centro” – Il Giornale

Chi ci sta dietro?

Marco, nome proprio di persona: è il mio. Laureato in filosofia per piacere e vanità, laureato in comunicazione per scelta, nostalgico del liceo (classico). 26 anni, classe ’89. A volte me ne sento 126, ma poi mi ricordo che il limite fissato dalla Bibbia è a 120. Esagero, come sempre. Prima esperienza come redattore in radio, poi copywriter in pubblicità, da sempre scrivo per capire chi sono, interessandomi di chi sono gli altri, cosa fanno, cosa piace loro. Scrivo hic et nunc perché sicuro di poter usare la mia voce, non quella dell’editore o del padrone di turno. Alle critiche (spero di riceverne a valangate) rispondo io e soltanto io: è questa l’unica condizione auspicabile per chi vuole comunicare qualcosa in modo libero. Comunicazione è per me anzitutto denuncia: in chiave ironica (perché tutto può esser preso col sorriso) vorrei discutere del mondo in cui viviamo, delle sue dinamiche sociali e dei suoi contorni sempre meno chiari ma sempre più in espansione, per veicolare un messaggio di speranza collettivo, per aprire un colloquio vero e non fittizio. Sono convinto che sapere cosa e come comportarsi con gli altri significhi anche decidere chi e come essere e che l’unico modo per promuovere i propri diritti sia difendere quelli altrui. Gioioso ma introverso, egoista ma generoso, sono quello che amo. Orso e solitario, narciso e mondano, amo l’avventura, la lentezza e l’abitudine, soffro del tempo che passa, godo delle scoperte, amo il desiderio, la ricerca, le ambizioni e i pranzi in giardino appena fa primavera. Sognatore, inguaribile romantico, nostalgico di cose mai vissute, sono cinico e realista, ottimista ma un po’ diffidente, amo i colori pastello, non sono razzista, forse un po’ stronzo, amo le metropoli, l’asfalto e le metro, amo la campagna e le cose semplici ma tendo a complicarmi la vita. Credo nella bellezza che salverà il mondo, ho paura del buio e dei pagliacci, sono goloso e odio i formaggi, spesso insoddisfatto, recito me stesso, mi piacciono le persone fuori le righe, amanti del desiderio e dell’arte. Scelgo le maschere più ingombranti per non sfigurare, indosso me per non dovermi nascondere, sono un eccellente amico, amo regalare la felicità, piango per poco purché quel poco mi turbi, mi vesto di profumi, desidero l’eccesso, non credo nella democrazia, credo in Dio, amo leggere, odio i romanzi. Amo le persone libere. Voglio vivere per sempre.

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