Bianco Velato

Una personale di Bruno Ben Pozzi

Dal 22 al 31 maggio ’14, nell’elegante Spazio Antonio Riva (Corso Venezia 44, Milano), Bruno Ben Pozzi presenta la sua nuova produzione di arte figurativa intitolata Bianco Velato.

“Voglio che ne scrivi e che la inauguri tu, Marco – Io?! Ma io non faccio critica d’arte… – Appunto, per questo ho scelto te”. Così, in due battute due, Pozzi, che seguo da tempo, mi ha incastrato. Scelta audace, coraggiosa o forse solo incosciente: com’è lui nella vita di tutti i giorni, insomma. E quindi mi sono chiesto: “…e da dove BIP inizio ora?!”. Semplice la risposta (ma solo dopo qualche millennio di riflessione): iniziamo dalle sue opere, dai soggetti proposti, ma soprattutto dall’emozione, dalla prima emozione scaturita dopo l’osservazione attenta ma profondamente ingenua che mi porto dietro quando mi chiedono un parere relativo alla sfera dell’arte.

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Bambini e anziani, la semina e il raccolto, amanti giovani e anziani, calore e gelo… Pozzi propone degli opposti, degli ossimori pennellati e velati da un velo che è quello delle spose, in esplicito omaggio all’Atelier di Riva, couturier di chiara fama nel mondo degli altari innamorati, che lo ospiterà nel suo Spazio meneghino. Un Velo di Maya, è chiaro.

Ma cosa sono gli opposti? Cosa significano i contrasti che Pozzi rappresenta?

Ogni coppia di contrari, come semplicemente estate e inverno o pace e guerra, rappresenta un enigma. Enigma è ogni singola coppia di opposti, siano essi appartenenti al mondo dell’etica (male e bene), dell’estetica (bello e brutto) o dello spirito (Male e Bene, intesi come assoluto, come divinità). Enigma sono opposti che si sposano: contrasti sull’altare della vita che si dicono Sì, col trasporto dei coraggiosi e la paura di chi ama davvero.

La ricerca artistica e consapevolmente spirituale di Pozzi impone di crearsi dubbi, aporie, di incontrare ostacoli, problemi. L’artista, sapendo bene che esiste un senso o meglio un nesso nel rapporto tra sapienza ed enigma, chiede a chi interrogherà la sua opera non di lasciare ogni dubbio, ma al contrario, di crearsene con generosità e abbondanza.

L’enigma sulle tre età della Sfinge è certamente l’esempio più celebre. “Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in quadrupede, tripede e bipede?”: questo l’enigma che condannava chiunque non rispondesse alla morte certa, divorato da quella bestia col corpo di leone, volto di donna, ali da rapace e coda di serpente!

La risposta data da Edipo è sempre entusiasmante: “l’uomo”, che dapprima gattona, poi si erge su due piedi, da adulto, e che infine, con l’età, poggia su di un bastone per aiutarsi a portare il peso degli anni. Solo allora, data la risposta esatta, il mostro orrendo si lascia morire lanciandosi giù dalla rupe dove stava appollaiato.

Morale? Solo chi scioglie l’enigma, come ha fatto Edipo, può salvare se stesso, perché l’arma decisiva è la sapienza, la conoscenza!

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Per l’artista, come per il sapiente e per il filosofo, l’enigma è una sfida mortale, perché chi eccelle in intelletto, nelle cose dell’intelletto vuole essere invincibile; come se, sconfitto in una sfida all’intelligenza, smettesse di essere sapiente, pur rimanendo della convinzione che anche la diversità di pensiero, come tutte le altre diversità sorelle, costituisca ricchezza, giammai la vittoria di una o la sconfitta dell’altra. “Ogni opinione è malattia sacra”, diceva Eraclito. Allora, come salvarsi dal mostro che ci tormenta? Come sopravvivere all’enigma quotidiano? La soluzione potrebbe stare, come alcuni suggeriscono, nell’Unità, quindi nello scioglimento dell’enigma stesso. Unità che necessita, tuttavia, di essere severamente intesa, per non essere tremendamente fraintesa.

Proprio intorno all’Uno, all’Unità come soluzione, si concentra gran parte della produzione artistica di Pozzi. E cosa è il Sì pronunciato dagli sposi sull’altare del matrimonio se non la dichiarazione alla disponibilità di entrambi a farsi Uno?

La Sfinge è un mostro che ci abita dentro, comodo sul monte delle debolezze di ciascuno: è esso stesso che dobbiamo invitare a nozze, portare all’altare e persino baciare. Altrimenti l’unica ad andare davvero in bianco sarà la Verità di noi stessi, che ha invece bisogno di accoppiarsi col buio profondo, apparentemente mostruoso, tanto quanto la furia che lo scatena. Sono allora un enigma il Bianco ed il Nero? Certamente. Qual è la soluzione a questo enigma? Per rispondere occorre considerare la proposta figurativa di Pozzi e comprendere che il nero non esiste: è solo bianco, velato.

Auguro a tutti di riuscire a conoscere quel mostro che incontriamo tutte le mattine quando ci guardiamo allo specchio, di alzare il velo della paura e allora, solo allora, di chiamarlo Verità.

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Bruno Ben Pozzi Bianco Velato

Per chi vorrà

• INAUGURAZIONE Giovedì 22 maggio ore 18: presenta il sottoscritto!

• SERATA DI PAROLE, NOTE E AMORE con ORNELLA VANONI, PINO ROVEREDO, vincitore del Premio Campiello 2005, e STUPENDE HAI LE MANI ONLUS, associazione missionaria operante in Uganda: mercoledì 28 maggio ore 20.

• Spazio Antonio Riva, Corso Venezia 44, Milano.

Se vorrete, portate il vostro enigma.

Bruno Ben Pozzi Foto by Sergio Mascheroni

Bruno Ben Pozzi Foto by Sergio Mascheroni