Chi ha mai detto che LA MONTAGNA È NOIOSA?!

Passato il Natale con i miei cari a Milano, accetto l’invito di alcuni amici di famiglia a passare il capodanno insieme, meta: Megève, Francia.

Nota di informazione: la sua ascesa a località “chic” è dovuta principalmente ai Rothschild (la storica famiglia di origini giudaiche che istituì il sistema bancario europeo a partire dal XVIII secolo), i quali riuscirono nell’impresa di far diventare Megève una valida antagonista di Saint Moritz. Oggi è da considerarsi senza dubbio fra le località montane più prestigiose al mondo, nonché ritrovo abituale del jet-set internazionale (oltre ai vari “volti noti” che incrocio per il centro, tra cui quello di Beppe Grillo, in un pomeriggio al baretto mi ritrovo seduto vicino a Franca Sozzani, storico direttore di Vogue Italia, “Il diavolo veste Prada” nostrano per intenderci, nonché arbitro indiscusso di stile ed eleganza che esporta il vanto di essere italiani in tutto il mondo). Mangio di tutto, assaggio di tutto (tranne i formaggi, svengo solo all’odore/puzza), bevo di tutto e provo anche di tutto: passeggiata in montagna sulla neve (pessima idea quella di mettere scarpe con suola in gomma sul ghiaccio!), pranzo nel rifugio con panorama mozzafiato al “Face au Mont-Blanc”, qualche ora di sole all’aria aperta per scaldarmi abbastanza da togliere l’armatura da alpino, dolci tipici a strafogarsi e un bel bicchiere di vin chaud per riprendere la strada del ritorno. Giornate meravigliose all’insegna del benessere per mente e corpo, un ottimo modo per concludere serenamente l’anno che abbiamo salutato e accogliere quello entrante. Si avvicina quindi il giorno del count down e come ultimo regalo del 2012 la mia amica Francesca Novena, incontrata quasi per caso a zonzo per il centro, ci invita tutti a cenare e festeggiare nel nuovo locale che ha aperto proprio a Megève (oltre al suo storico omonimo ritrovo di Saint-Tropez che ha superato i 10 anni di ininterrotta attività): lo “Stefano Forever”, che prende il nome del suo mitico papà, la vera e unica star delle sue notti brave. Mi ritrovo quindi a due passi dal centro, nella route de Rochebrune, faccio per scendere qualche scalino verso l’insegna del locale e, lasciato il cappotto al guardaroba, una scritta balza ai miei occhi prima di passare il sipario: “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”, verso lapidario divenuto proverbiale direttamente dall’Inferno Dantesco, canto III. Passato il tendone, mi ritrovo in un locale immerso nella magia di una dimensione altra, a metà fra il misticismo dell’universo circense e quello ludico di una bambina, ma non una qualsiasi, una bambina speciale, come potrebbe Clara, la protagonista del mio balletto preferito, Lo Schiaccianoci. Francesca fa da Anfitrione alla nostra serata, viziandoci con ogni genere di comfort, poi arriva sua madre – la strepitosa Mariella, vera e sofisticata Master Chef del locale – che ci delizia ad ogni portata, dall’antipasto al dolce fino al caffè, mentre papà Stefano ci domanda: “Siete pronti?”. No, non ho il tempo di chiedere “per cosa?!”, perché d’un tratto dal palco al centro del locale escono le vere specialità D.O.P (d’origine protetta) dello Stefano Forever: trapezisti, acrobati danzanti e snodati come pupazzi nelle loro sospensioni fra cerchi e ruote, le gemelle burlesque e il loro numero che fa andare in delirio tutto il testosterone seduto ai tavoli, una sensuale ma soprattutto autentica danza del ventre proposta stavolta da un ballerino arabo che accontenta gli occhi delle signore, poi una femme fatale in puro stile Jessica Rabbit, quindi il mimo che poi diventa qualcosa che sfiora il freestyle e la breakdance, tutto avvolto da fuochi, fumi, luci e musica creati ad hoc per rendere ciascun ospite parte dello show. Tutto è stato prima pensato e poi creato con ingegno e “cura da set” per una notte brava che ha fatto divertire tutti, giovani e meno, all’insegna di una sanissima trasgressione, nel calore delle fiamme in un ritrovo che non teme affatto il gelo della piccola città montana che lo ospita. Morale? Mai dare per scontato quanto divertimento possa celarsi dietro ad un tendone, in montagna…