Coppie o… Pensiero Stupendo?

Mai i puntini di sospensione sono stati più azzeccati di questi che leggete nel titolo (sì, anche i puntini di sospensione vanno letti!).

In effetti, non saprei nemmeno come definirle queste “coppie-ma-non-proprio-coppie” che sto per proporvi. Complice la primavera (ma che dico, è solo una scusa), fra la gente gli ormoni si fanno sentire e non so per quale ragione agli aperitivi con gli amici come nelle pause pranzo a lavoro o in università si (ri)sente parlare di vita di coppia, intimità, relazioni amorose-sentimentali … insomma, di sesso!

Durante un simpatico (ma non troppo) pranzo con colleghi e conoscenti si fa avanti un impavido Signorotto feudale a cavallo di Madama Ipocrisia, scortato dalle fedeli ancelle Bigotteria e Pettegolezzo (Pettegolezzo, si sa, è femmina inside!).

“Quello lascia quella perché l’ha tradito con l’amico di quello, l’altra lascia quell’altro perché ha lasciato quella che l’aveva tradito con l’amico di quello ecc…”- insomma, la classica chiacchierata/sfogo di uomini e donne all’insegna della superficialità sentimentale più bonaria: romanticismo da bar (o, meglio, da mensa!).

E poi … ecco la voce del Libertino armato di citazioni dal Don Giovanni di Moliére, con echi di Epicuro nelle orecchie e l’opera di Cyrano de Bergerac sul comodino del cervello. “Io proprio non vi capisco: ma qual è il problema ragazzi? Io e la mia ninfetta siamo una coppia aperta da anni e stiamo ’na favola!”. Dopo i primi istanti d’imbarazzo fra noi tutti commensali ecco che il Signorotto feudale si prepara, va in postazione di combattimento, prepara l’attacco, schiera davanti la fedele Bigotteria e proclama: “Vergogna”.

Così, crudo, secco come un colpo di tosse a novembre. Io, che di mestiere dovrei fare il “pacere”, perché cerco di metter pace laddove vedo bombe di inutile discussione, cerco di mediare dicendo: “Ma no, dai Signorotto, calma, ha avuto anzi coraggio a pubblicizzare così platealmente la sua scelta, magari è a caccia di diversivi!” – e così accolgo la risata di tutti, sdrammatizzando la situazione e sciogliendo gli iceberg sulle bocche attonite degli opinionisti impietriti. Ma niente, nulla ha potuto fermare l’armata del Signorotto, che nel mentre ha chiamato a farsi avanti anche vecchi alleati di guerra, come la Chiesa e il Cristianesimo in generale, ovviamente preceduti dai vicari Perbenismo e “Normalità”.

Attacchi all’apparenza feroci come tigri in libertà, ma sotto sotto (e nemmeno troppo, alla fine) innocui come certosini dormienti. “Drin – e per un poco suona il telefono aziendale del Signorotto feudale, regalatogli sicuramente da Carlo Magno in persona!- Ciao amore…va bene, allora ci troviamo direttamente lì alle 20.00 … anch’io ti amo!”.

Sarà la malizia che mi fa da vitamina al mattino, ma quel tono usato mi sapeva di furfante, così romanzato, un po’ impostore. Chiedo, maleducato: “Tua moglie? Che bello, vi chiamate ancora “amore”?!”. Sapete, non è proprio un ragazzino il Signorotto! “No macché, mia moglie sarà a … divertirsi con le amiche! Questa è Silvia, la mia assistente!”.

La mia faccia diventa bianca come latte più borotalco più cenci e gigli tritati. “Ah- dico io- quindi … tu e Silvia vi vedete?”. Esita un attimo, ma proprio un attimo: “Marco, di te mi fido, anzi voglio proprio confessarmi: Silvia mi ha fatto rinascere, dopo anni mi sento di nuovo un uomo vincente con lei, pensa che a breve saranno cinque anni che stiamo insieme!”.

Ora ditemi, secondo voi, quale delle due coppie-ma-non-coppie è più aperta: la prima, “la libertina”, palesemente e “coraggiosamente” dichiarata, o la seconda, ancorata alle radici feudali del matrimonio borghese per la facciata frontale, ma col posteriore scalfito dai venti dell’infedeltà?

Annuntio vobis gaudium magnum (suvvia, è ancora fresca da ripetere):

HAMEBUS IPOCRISIAM!

coppie o..pensiero stupendo