IO LO SO CHI SEI – Romanzo Bompiani – di Antonella Gatti Bardelli e Marco Maggio

• Dal libro:
“È notte fonda nella mia piccola mansarda, tace il rumore della città, tacciono le parole della gente, e le luci spente mi permettono di muovermi come un ladro alla ricerca della mia identità”.

• Sinossi:
Luciano insegna all’università di Milano. Compiuti i quarant’anni si ritrova ad affrontare le paure e i fantasmi di una vita. Quando riceve l’invito a una cena con i compagni delle elementari riaffiorano i ricordi di un amore giovanile a lungo rimosso, e scoprirà che ricordare è qualcosa di prezioso, essenziale per la vita stessa. Monica di giorno lavora al mercato rionale di Benedetto Marcello a Milano, di sera si esibisce in un night per puro divertimento. Si fa chiamare Pere, ha un aspetto volgare, ama i piaceri della vita ed è sboccata.
Recita per essere se stessa e affronta tutto con gioia e apparente leggerezza. Due mondi opposti, raccontati in prima persona, destinati a scontrarsi quando il caso o il destino porteranno le due esistenze a incrociarsi o a ritrovarsi.

• Cos’è?

“Io lo so chi sei” è una delle due frasi più presuntuose che possano essere pronunciate.
L’altra, pari-merito, è: “io lo so chi sono”.
Il gioco delle maschere è un mercatino di identità preconfezionate che ci affrettiamo ad acquistare per poi scartarle frettolosamente, come si fa con un regalo qualsiasi.

Se qualcuno ti dice “io lo so chi sei” può amarti o odiarti allo stesso modo, ma senza dubbio quel qualcuno “ti ha capito”. Ti ha visto. Ti ha trovato: come nel gioco preferito dai bambini, il nascondino. Un nascondino infinito che significa “cercami, sono qua”.
Perché chi scappa non vuole solo fuggire, ma esser trovato…

Allora, alla domanda: “Cosa serve per conoscere una persona?”, bisogna rispondere, semplicemente: “Tempo”. Ci vuole, anzitutto, tempo.
Poi arrivano gli altri strumenti necessari: l’intelligenza, la curiosità, la forza di volontà.
Ma prima d’ogni cosa: il tempo.
Ecco perché ricordare è importante.
Ecco perché la memoria è importante.
I ricordi, come sa benissimo Alice (nel Paese delle Meraviglie), “non stanno mai fermi”: si muovono in continuazione, fanno quello che gli va. A volte ritornano e si ripresentano alla porta della memoria, anche quando non sono stati invitati, e allora li chiamiamo “deja vù”; altre volte disturbano i sogni e sembrano addirittura predirci il futuro, ribaltando la memoria.

È un via vai di fotogrammi urlanti, proprio come al mercato dove lavora Pere: indaffarati, mossi di qua e di là come in balia delle merci ben esposte, ci spostiamo per assecondare la fretta di acquistare qualcosa che ci renda “nuovi”.
Chi sceglie di cambiare maschera ha scelto una strada del tuo tutto legittima, assolutamente in linea con la tendenza fondamentale del nostro tempo: la tendenza al consumo non solo delle cose, ma delle persone… della vita stessa, sì.

Perché è divertente da impazzire cambiare colori, immagine, forme e contenuti, ma a un’unica condizione: non smettere mai.
Allora la corsa ai saldi del “mercatino delle identità” diventa estenuante, e la si finisce per pagare, paradossalmente, a caro, carissimo prezzo. Il prezzo, esattamente, di non sapere più chi si è.

Sappiamo chi siamo, quindi, anzitutto quando rinunciamo alle lusinghe della “vanità arlecchina”, che vuole sempre colori nuovi, forme diverse; quando diciamo no al “nuovo a tutti i costi”, per soffermarci di più a pensare al presente, considerando il passato, che non è un tempo di serie B solo perché “trascorso” ma, al contrario, il tempo che ci serve a capire chi siamo ora rispetto a un secondo fa.

E in tutto ciò non c’è proprio niente di nostalgico.
È solo coraggio.
Coraggio di ricordare.

Copertina singola IOLOSOCHISEI

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