MELIUS EST ABUNDARE …

“Meglio abbondare, che scarseggiare” diceva un detto latino.

E così abbiamo fatto noi di MyMi, riuniti in famiglia a Le Biciclette di via Torti, ospiti del nostro amico Ugo Fava che nel suo locale ha messo a nostra disposizione sellini per accomodarci, manubri per dirigerci e due ruote per andare ovunque volessimo quella sera, almeno con la fantasia.

Ci siamo davvero tutti: il backstage, i mitici grafici problem solving e benedetti da noi blogger, chi legge-corregge-consiglia prima che voi lettori leggiate quanto prodotto, ci siamo noi che “scriviamo”, o almeno ci proviamo, e c’è chi ci ha dato la possibilità di farlo, scegliendoci, ossia la nostra Antonella di Art Of Sharing, accompagnata dall’onnipresente Andrea (l’unico umano dotato del dono dell’ubiquità… mica scema Antonella!).

Seduti a tavola, i complimenti abbondano senza reticenze e, soprattutto, senza ipocrisie: chi si compiace di quanto scritto dall’altro, chi si autoproclama “prima lettrice in assoluto del tuo blog”, chi ti spiazza dicendo “mi hai emozionato, ti ho fatto leggere a mia madre-padre-nonna-cane e collega”, chi, più timido, ti guarda soltanto ma con uno sguardo che trasmette stima e approvazione; chi, infine, ride, di gusto, non di quello che hai scritto ma per come lo hai scritto. Per chi avesse problemi di autostima, consiglio: agite, fate, producete di vostro pugno, perché se avrete la fortuna di circondarvi di persone sincere, la soddisfazione più grande circa il vostro operato ve la daranno loro, mentre compiacersene da soli è sempre poca cosa.

Abbondano le risate, le chiacchiere, gli aneddoti di ciascuno (si passa dal grottesco in stile rocambolesco al più hot stile “sfumature varie” … ma di tutti i colori stavolta!), abbondano vino e cibo: delizie sfiziose e sinestetiche, che uniscono cioè più sensi in un’unica vera percezione di piacere per la gola e per il palato.

Tom Tom Green, il folle esploratore alla ricerca di se stesso, siede al fianco di Clelia alias Artos: labbra scarlatte e battute sagaci create ad arte. A capotavola si sistema Andrea, capace di prendere qualsiasi situazione in mano (e dal quale qualsiasi situazione vorrebbe farsi prendere in mano …); c’è zia Meri di FollowMu, PR fino in fondo, anche se si tratta di semplici ma saggi consigli sentimentali per i nostri “piccoli problemi di cuore”, seguita dall’avanguardia in tutto e per tutto di Sara (Dreamo*), che siede di fronte alla mente che ci ha voluti lì, Antonella (Art of Sharing), a sua volta vicino al già citato amico Ugo, Anfitrione d’origine protetta, e ci sono anche Federico vicino a Davide, Mattia ed Eleonora, direttamente dalla famiglia amica della Listen Agency.

Abbondanti noi stessi, dopo aver mangiato e scherzato, passate le risate contagiose di Artos (anch’esse olio su tela, ça va sans dire), dibattuto sul significato di “bacio educato” (cit. Arnalda), spezziamo la digestione in itinere con qualche argomento più serio (perché ammettiamolo: che noia parlar di stro***e tutta sera, no?!).

La parola passa quindi all’avventuriero Tom Tom Green, il protagonista sopravvissuto di Into The Wild (ormai è questo il suo epiteto formulare), che ci spiazza tutti, goderecci e sorridenti e anche sognanti alla vista della prima neve che inizia a cadere, condividendo con noi la sua prossima sfida: kilometri e kilometri a piedi, preda delle intemperie, senza cellulare (ma con una carta di credito per emergenza, quella sì), per intraprendere il cammino lungo e “omerico” che porta da Milano a Santiago de Compostela. Io, che mi sono sentito avventuriero forse giusto una volta per aver fatto l’autostop, lo guardo con un’espressione a metà fra quella di chi pensa di esser su candid camera e quella di chi pensa “Dai anch’io potrei farcela … anzi no, taxiiiii!”.

Negli occhi degli altri leggo ragionamenti interi: ora incredulità, poi dubbio, quindi accettazione e infine l’espressione rassegnata di chi confessa la propria ammirazione, forse anche con un pizzico di sana ma ingenuissima invidia. Nelle vite degli altri rivediamo il riflesso delle nostre, è sempre così.

Ma ciò che veramente ha abbondato, a tavola come fra noi, è stata la diversità di ciascuno rispetto a chi gli stava di fronte, a fianco, sotto e sopra.

Perché (tutti in coro, urliamolo) la diversità, ovunque stia, è nient’altro se non ricchezza.

Da parte di tutta la grande famiglia MyMi, auguri di Buon e Diverso Natale.

Marco&Giulia

melius est abundare