Profumo di Peccato – Carnal Flower

“L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi”.

“Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano”.

Dal “Poema dei profumi”, ossia il Cantico dei Cantici (capitolo 4, per chi avesse ancora una Bibbia in casa). La Bibbia, almeno qui, si immerge e si compiace del suo linguaggio così perentoriamente autoerotico, per lasciarsi andare ad una rara e miliare pietra di sensualità allegorica dalla grande potenza immaginativa. Capita a volte, nei sogni più repressi, quelli che non confideremmo nemmeno all’analista più composto, che uno sconosciuto si avvicini forte, ingombrante, presuntuoso e sfacciato, per sussurrarti all’orecchio, con voce rauca, che sta per baciarti, sulle labbra, con la bocca

aperta. Quelle volte, quelle volte che non sono “volte” qualsiasi, ma “volte” assolutamente autorevoli, come quelle degli adolescenti al loro primo calore, succede che noi non ci allontaniamo neanche di un millimetro. Non arrossiamo nemmeno. Prendiamo quello sconosciuto per mano e decidiamo di portarlo con noi, oltre il cespuglio del (poco) pudore che è rimasto agli uomini di buona volontà, quando forse solo lei potrebbe salvarli. Ma la volontà è donna, cede alle lusinghe del peccato tentatore e si fa prostituta dei suoi tranelli. Per nulla bon ton – bon chic, decisamente disadatto ad una moglie, inappropriato su un’amante qualsiasi. Creato per un una novella Nora, la protagonista di Ibsen nella sua Casa di Bambola. Carnal Flower nasce sulla pelle delle ninfette, come quelle di Nabokov, ma sboccia in un tripudio orgasmico solo su pori più maturi, per una Lolita cresciuta, adulta e matura, eppure ancora incosciente della sua intima e demoniaca sensualità. Carnal Flower è un urlo rinascimentale in un mondo melenso e lascivo, una voce ma anzi una parola precisa, oltraggiosa, oscena, pronunciata da una bocca affamata di carne da divorare, eternamente, sul corpo nudo del proprio amante. La pagina più intima del nostro diario sentimentale, la frase più torbida della nostra canzone preferita, la menade più estatica del rito orgiastico, il peccato

più inconfessabile anche al più cuor di leone dei don Abbondio che conosciamo. La bambina più monella e il bambino più diverso dell’asilo di suor Celestina. Il profeta più antifrastico delle sacre scritture, come Giona. Nomen omen, Carnal Flower è il ricordo più scabroso di una notte dimenticata perché persino lei, la dea Memoria, lo immerse nel Lete, come Achille, per dimenticare lei stessa di aver lasciato spazio a cotanto opulento gusto erotico. La perversione più audace. La grinta più imbrigliata. Il cancello più spalancato. Il curioso più incosciente. La cronaca di un tradimento annunciato. Non osare sfidarlo anzitempo, questo veleno, perché a rubare l’ingenuità della giovinezza non sono gli anni, ma i peccati che li affollano.

Frederich Malle – Carnal Flower

Provox ama A PRIORI chi vuole e sa osare. Quando un amico gli ha proposto di collaborare per la realizzazione di un pezzo che riportasse la storia olfattiva del suo profumo, beh, non ha potuto far altro se non accettare senza meditare (come bisognerebbe fare ad ogni scommessa vera!) e mettersi subito al lavoro: così è nato l’accordo (non solo olfattivo) tra Provox e Scented Life, la nuova frontiera di appassionati e curiosi intorno al sinestetico mondo dell’alta profumeria. Una community fresca al profumo di gardenia che sa affascinare coll’ingenuità di chi vuole dire la sua, sempre e comunque: ascoltate, ma anzi annusate la voce di Christiano, founder di Scented Life. Una voce, stavolta, da ascoltare solo col naso.

Ecco dove sniffarlo: Scentedlife

Carnal Flower

Erwin Blumenfeld

Erwin Blumenfeld