QUALE BELLEZZA – Il nuovo Beauty-System

Non sia concesso alle sole donne di parlare di donne, non sia riservata ai soli esteti la possibilità di parlare di bellezza. Perché in un modo governato dai salotti delle mode, anche quest’ultima obbedisce alla sola Signora di casa: Madame Pubblicità.

http://www.caffeinamagazine.it/2014-10-20-12-41-28/la-foto/7744-2015-la-moda-cambia-volto-i-90-kg-di-candice-sul-calendario-pirelli

“Tempo di rivoluzione nel mondo della moda: si aprono finalmente le sue porte anche alle donne curvy! A fare da apripista il famoso calendario Pirelli, che per l’edizione 2015 ha ben pensato di dedicare un mese alla bellissima Candice Huffine, modella rinomata plus size. Altro che “magra come un grissino”, la Huffine è una bellezza giunonica dalle misure perfette per ben 90 kg di peso e 180 centimetri di altezza! A fare di Candice la candidata perfetta per posare sul Pirelli non sono soltanto le gambe chilometriche o le curve mozzafiato, ma anche viso e sguardo di una bellezza disarmante. Americana, classe 1985, Candice Huffine lavora da ben 15 anni come modella ed è una delle più conosciute e richieste nel settore del plus size. La modella è ora sulle pagine del calendario Pirelli 2015 insieme a bellezze del calibro di Adriana Lima e Gigi Hadid”.

E ancora:

“Tess sconfigge i bulli e conquista Vogue”

http://d.repubblica.it/moda/2015/01/27/foto/tess_holliday_blogger_modella_xxl_taglie_forti-2459965/4/#share-top

“Per tutta la sua giovinezza Tess Holliday ha subito le angherie dei bulli della scuola. Poi una volta cresciuta si è sentita ripetere che con le sue misure non avrebbe mai potuto lavorare nella moda. Ma non si è arresa e oggi è diventata una star dei social e la protagonista di una campagna di lingerie su Vogue America. “Questa è una svolta per il mondo del fashion” ha dichiarato Tess, “Non pensavo che sarei potuta arrivare a tanto. C’è voluto tempo e pazienza per superare tutto quello che ho sofferto nella mia vita ma oggi sono al top”. Tess si è fatta notare grazie a Instagram e in tutto i suoi social sono seguiti da 600mila fan. Così Anna Shilinghlaw della MiLK Model Management l’ha ingaggiata trasformandola nella top model più curvy del Pianeta moda. Con grande soddisfazione dei suoi più grandi fan: il marito e il figlio di 9 anni”.

Nel rispetto assoluto, giammai retorico ma sinceramente dovuto, delle donne e delle donne che abbondano nelle carne come pure nella vanità, sia concesso di dire in modo forse severo che “non esisterà bellezza alcuna fino a quando anche la bruttezza non si sentirà unica”, usando le parole del grande Aldo Busi.
Come si sia passati dall’ideale burroso di Marilyn Monroe e delle pin up a quello tonico e “healthy” delle top model degli anni ’80 lanciate da Gianni Versace, fino a quello “un-healthy” dei manichini che oggi sfilano sulle passerelle di tutto il mondo, è cosa semplice a dirsi: la Moda, Signori, la Moda. Quella che secondo Coco Chanel passava, a dispetto dello Stile, “che resta”.
Moda che è tale proprio perché, come aveva già bene intuito Simmel (“La Moda”, 1895), è già da sempre al di là del bello e del brutto, così come la Pubblicità lo è rispetto al Vero e al Falso.
Ma se è invece vero che oggi vale il binomio “bello=magro” tanto quanto “successo=figo” (e quindi “bello=figo” come “magro=successo”, come in un orribile chiasmo concettuale), è altrettanto vero che “un qualsiasi brutto” che voglia dirsi “bello/figo/magro/di successo” mente a se stesso perdendo tutta la sua unicità.

Candice e Tess, “le modelle” prese in analisi, non sono “due belle”, ma due “non-belle” che per sentirsi “belle” negano il proprio “esser non-belle”. Non sono magre, ma hanno abbattuto il (terribile e ipocrita) tabù della magrezza per rivendicarsi comunque “belle”! Quale mossa peggiore: un colpo di grazia all’unicità di ognuno, alla possibilità di ciascuno a dire “NO! Io non voglio essere bello/bella a tutti i costi! IO SONO IO”, al di là degli schemi entro ai quali la Moda ha pensato di metterci a seconda del nostro aspetto esteriore.
E invece no, nulla di tutto ciò: la Pubblicità di noi stessi, che è (lo si ricordi) la pubblicità della nostra immagine di successo promossa e approvata anzitutto dai social network e da tutti gli altri schermi/specchi fratelli, ha vinto ancora.
“Il brutto”, o “non-bello” se si preferisce, si è ancora una volta lasciato persuadere dalla Pubblicità. “Mangia del frutto della Bellezza e tutti ti vedranno come la cosa più bella”, dice oggi il serpente dell’edenico (e social) giardino biblico.
Nessuna rivincita. Nessun riscatto. Nessuna nuova frontiera. Nessuna libertà. Nessun cambiamento. Nessun nuovo valore. Nessun cambio di direzione. Nessuna Vittoria. Abbiamo tutti perso: abbiamo tutti perso la possibilità di non esultare davanti allo scempio dell’obbligo alla bellezza.
Se Baudrillard parlava di “fun-system”, intendendo con questa espressione riferirsi all’impossibilità di sottrarsi al divertimento (e alla relativa di mostrarlo!), oggi dovremmo forse lasciare il podio al “beauty-system”: impossibile non essere belli, impossibile non desiderare di esserlo, impossibile non convertire tutto in questa sfrontata e arrogante e nauseante e meschina bellezza patinata.

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Marco Maggio