Viandanti, Nomadi e Re – Elite Arte&Decori

Capita di passare per vie sconosciute, attraverso sentieri che mai avremmo pensato di percorrere.

O anche no: capita di fare la stessa via che ti riporta a casa, come sempre, ma di scovarci qualcosa di nuovo e inaspettato. Dietro l’abitudine più melensa si nascondono sempre, timidi, sprazzi di inverosimile novità. L’ultimo rifugio rimasto al sognatore più romantico, al mecenate più generoso, al Pigmalione più autorevole, al viandante più disperso: ecco cos’è l’Elite Arte&Decori. Tutt’altro che un posto per (ri)trovarsi: una vetta dove perdersi, almeno col senso più caratteristico dell’estetica, la vista. Il bello si fa vedere anche all’occhio più cieco, passando per il sangue fino ad arrivare al cervello.

La bellezza vera è quella che si capisce con la forza della ragione, universale, giammai col solo gusto personale. Un quadrato d’incanto, con un cielo incastonato come soffitto, per perdersi d’infinito, mentre tutt’intorno incontri Narciso, intento a specchiarsi ovunque riesca per sbirciare cosa lo circonda. La curiosità vera non conosce egocentrici, neppure Narciso. La tela, il colore, il profumo dell’anticante, pennelli come gioielli alla corte di Maria Antonietta, tutto è pronto per una festa che non arriva mai: come un Sabato del Villaggio, la festa si nasconde là, dove la aspetti. Cresciute a pane e arte (e lo sapevate che nella Grecia antica, culla di ogni bello, Artos significa proprio Pane?!), le custodi di questa grotta dei miracoli sono timide e feroci insieme, metà gatte metà tigri. Sirene esperte degli abissi più blu, nuotano lontano dalla costa senza temere distanze e strapiombi. Camminano sul filo del confine, tenendo da una parte la bussola per il ritorno verso casa, dall’altra una torcia sempre accesa, per vedere anche là dove il sole non basta ad illuminare.

Non ho mai camminato sul ciglio di un burrone, troppe le vertigini, troppa la voglia di volare. Però un giorno, nel fare la stessa via che mi riportava a casa, come sempre, ho scovato qualcosa di inaspettato: sono entrato in quel quadrato d’incanto e ho capito che non c’era spazio sufficiente che bastasse a reprimere ogni paura. Dovevo solo viaggiare, in pochi metri, verso lo sconfinato brivido dell’Arte.